GLI IDEALI DI UMILTÀ’
E POVERTA’
1658 102. Fin dalla conversione, Francesco, con l'aiuto
del Signore, fondò se stesso e la sua casa, vale a
dire l'Ordine, da sapiente architetto, sopra solida roccia,
cioè sopra la massima umiltà e povertà
del Figlio di Dio, e lo chiamò Ordine dei frati minori.
Sopra la massima umiltà. Per questo, nei primordi,
quando i frati presero a moltiplicarsi, volle che abitassero
nei lazzaretti a servizio dei lebbrosi. A quel tempo, quando
nobili e popolani si presentavano come postulanti, fra le
altre cose che venivano loro annunziate, si diceva ch'era
necessario servire ai lebbrosi e stabilirsi nei lazzaretti.
Sopra la massima povertà. Infatti, nella Regola è
fatto obbligo ai frati di vivere nelle loro abitazioni come
stranieri e pellegrini, senza nulla voler possedere sotto
il cielo all'infuori della santa povertà, grazie alla
quale il Signore li nutre quaggiù di alimenti corporali
e di virtù, e in futuro otterranno l'eredità
celeste.
Costruì dunque se stesso sulle fondamenta di una perfetta
umiltà e povertà. Invero, pur essendo un grande
prelato nella Chiesa di Dio, volle e prescelse di essere l'ultimo,
non solo nella Chiesa ma anche in mezzo ai suoi fratelli.